Quando si acquista un immobile, si tende a pensare subito al rogito notarile, cioè al contratto definitivo. Tuttavia, c’è un passaggio altrettanto importante che molte persone ignorano, ovvero cos’è il contratto preliminare. Questo strumento, previsto dal nostro ordinamento, non è solo una formalità, ma una vera e propria garanzia per le parti coinvolte
Immagina di cercare casa da molto tempo e, finalmente, trovare l’abitazione dei tuoi sogni.
Non puoi, tuttavia, procedere all’acquisto immediatamente, perchè prima devi verificare che la banca possa concedere un mutuo. Inoltre, vuoi avere del tempo per assicurarti che tutto sia in ordine.
Allo stesso tempo, però, vorresti bloccare l’affare, per essere sicuro di accaparrarti quella casa.
Che fare?
Se stai valutando l’acquisto di una casa, conoscere il contratto preliminare è essenziale per affrontare l’operazione con maggiore sicurezza. In questo articolo di sveleremo cos’è il contratto preliminare, a cosa serve e quali sono i benefici della sua stipula prima dell’effettivo rogito notarile.
Cos’è il contratto preliminare nello specifico?
Il contratto preliminare, regolato dall’articolo 1351 del codice civile, è un accordo formale in cui le parti si impegnano a concludere in futuro un contratto definitivo. Questo significa che vengono predeterminati tutti gli elementi essenziali dell’accordo finale, come l’oggetto, il prezzo e le modalità di pagamento. Questo documento non trasferisce la proprietà dell’immobile, ma crea un obbligo giuridico reciproco: il venditore si impegna a vendere e l’acquirente a comprare alle condizioni stabilite.
Per essere valido, il contratto preliminare deve contenere:
- identificazione delle parti: Nome, cognome e altri dati identificativi del venditore e dell’acquirente.
- descrizione dell’immobile: Indicazione precisa dell’immobile, incluse informazioni catastali.
- prezzo pattuito: L’importo totale concordato e le modalità di pagamento.
- tempistiche: La data entro cui stipulare il contratto definitivo.
- eventuali condizioni sospensive: Clausole che subordinano l’efficacia del preliminare, come l’ottenimento di un mutuo da parte dell’acquirente.
Il contratto preliminare può essere redatto come scrittura privata o con firma autenticata da un notaio, ed è consigliabile la trascrizione presso l’Agenzia delle Entrate per garantire la validità contro terzi.

I benefici della stipula
Stipulare un contratto preliminare offre numerosi vantaggi per entrambe le parti.
- Tutela reciproca:
- l’acquirente si assicura che il venditore non possa vendere l’immobile a terzi;
- il venditore ha la garanzia che l’acquirente è impegnato nell’acquisto.
- Maggiore chiarezza:
- le condizioni dell’accordo vengono definite in anticipo, riducendo il rischio di incomprensioni o controversie future.
- Possibilità di tempo per organizzarsi:
- l’acquirente può ottenere un mutuo o sistemare eventuali questioni burocratiche;
- il venditore ha il tempo necessario per liberare l’immobile o risolvere eventuali problematiche.
- Rimedi legali:
- In caso di inadempimento, la parte lesa può agire legalmente per ottenere l’esecuzione forzata del contratto o il risarcimento dei danni (leggi oltre se vuoi saperne di più).
I costi
I costi per un contratto preliminare possono variare a seconda del caso specifico, tuttavia è importante essere consapevoli di alcune spese generali e prevedibili. Le principali sono:
- imposta di registro: l’imposta di registro è obbligatoria e viene calcolata sull’importo del prezzo dichiarato nel contratto. Attualmente, l’aliquota è pari allo 0,50% per le caparre confirmatorie e al 3% per gli acconti sul prezzo.
- compenso per il notaio (se si opta per una scrittura autenticata): Il costo varia in base alla complessità dell’operazione e al valore dell’immobile. Tuttavia, il preventivo può essere concordato preventivamente con il professionista.
- altre eventuali spese: onorari per consulenze legali o tecniche (ad esempio, per verifiche catastali o urbanistiche).

Le conseguenze dell’inadempienza del contratto preliminare
Se una delle parti non rispetta gli impegni presi con il contratto preliminare, l’altra può agire per tutelare i propri diritti. In questi casi, hai due strade da poter percorrere: chiedere l’esecuzione in forma specifica (art. 2932 codice civile) o la risoluzione del contratto (art. 1453 codice civile). Un esempio pratico: immaginiamo che tu abbia firmato un contratto preliminare per acquistare un immobile, ma il venditore si rifiuti di stipulare il contratto definitivo. In questa situazione, potresti rivolgerti al giudice per ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto non concluso, costringendo così il venditore a trasferire la proprietà. Se invece preferisci scioglierti dall’impegno, potresti chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. La scelta dipende dalle tue esigenze e dagli obiettivi che vuoi raggiungere.
In conclusione: cos’è il contratto preliminare e a cosa serve?
Il contratto preliminare è uno strumento fondamentale per garantire una compravendita immobiliare sicura e trasparente. Grazie a questo accordo, entrambe le parti possono affrontare il processo con maggiore serenità e tutela.
Se desideri stipulare un contratto preliminare su misura per le tue esigenze o necessiti di una consulenza legale specifica, contattaci subito. Saremo lieti di assisterti passo dopo passo per rendere l’intero processo semplice e privo di rischi.
