cosa sono i patti successori

Cosa sono i patti successori, una breve guida

I patti successori rappresentano un tema complesso e spesso poco conosciuto nel diritto ereditario. Si tratta di accordi con cui si cerca di predeterminare la propria successione in vita, violando però principi cardine come la libertà testamentaria e la tutela dei legittimari. L’articolo offre un’analisi approfondita di questo argomento, soffermandosi su cosa sono i patti successori, le diverse tipologie esistenti e le ragioni del loro divieto generale. Vengono inoltre esaminate le eccezioni previste dalla legge, come il patto di famiglia, e le conseguenze di un’eventuale violazione. Una lettura essenziale per chiunque voglia comprendere a fondo le dinamiche successorie e i limiti entro cui è possibile disporre del proprio patrimonio e pianificare correttamente il passaggio generazionale.

Cosa sono i patti successori, in breve

I patti successori sono accordi vietati con i quali una persona vuole organizzare la propria successione ereditaria in modo non consentito o intende prendere decisioni su una successione non ancora aperta. Il divieto è espressamente previsto dall’art. 458 c.c. Questo può accadere nel caso in cui ci si accorda su beni di una possibile futura eredità, appunto perché il proprietario di questi beni è ancora in vita.

Esempio di patto successorio vietato:

Mario promette a Luigi di nominarlo suo erede universale in cambio dell’assistenza e delle cure che Luigi gli fornirà finché sarà in vita. Questo accordo è nullo perché Mario sta disponendo della propria successione mentre è ancora vivo, vincolando la sua volontà testamentaria.

Quali tipi di patti successori esistono?

Esistono diversi tipi di patti successori individuati dalla giurisprudenza:

Patti successori istitutivi 

I patti successori istitutivi sono accordi con cui un soggetto, chiamato istituente, nomina il proprio erede o legatario mentre è ancora in vita, attribuendogli diritti su una successione non ancora aperta. In questo modo l’istituente dispone della propria successione in un momento in cui non è ancora venuto meno, vincolando la propria volontà.

Un esempio è un contratto con cui un anziano promette di lasciare in eredità tutti i propri beni al nipote, a patto che quest’ultimo si prenda cura di lui fino alla morte. Tale accordo è vietato perché l’istituente sta disponendo post mortem delle proprie sostanze, limitando la propria libertà testamentaria. Inoltre, ciò potrebbe danneggiare i diritti di eventuali legittimari come i figli.

Patti successori dispositivi 

I patti successori dispositivi sono accordi con cui un potenziale erede o legatario dispone dei beni che dovrebbe ricevere da una successione non ancora aperta, come se ne fosse già titolare.

Ad esempio, Luca, sapendo di essere il futuro erede di uno zio facoltoso, vende a un terzo la casa di villeggiatura dello zio che conta di ereditare alla sua morte. 

Tale patto è nullo perché Luca sta disponendo di un bene non ancora suo, contando su una successione futura e incerta. Questo pregiudica la libertà del de cuius di disporre dei propri beni.

Patti successori rinunciativi

I patti successori rinunciativi sono accordi con cui un soggetto rinuncia, mentre il de cuius è ancora in vita, a diritti che gli spetterebbero su una futura successione, in cambio di un corrispettivo.

Esempio: Maria rinuncia alla futura eredità del padre in cambio di una somma immediata di denaro datale da quest’ultimo.

Tale patto è nullo perché altera la devoluzione naturale dell’eredità e priva Maria dei suoi diritti successori prima dell’apertura della successione.

Perché i patti successori sono vietati?

Capito cosa sono i patti successori, è necessario comprendere il motivo per cui sono vietati.

Vediamo alcune ragioni di questo divieto.

  • Tutela della libertà testamentaria: impedire che la volontà del de cuius venga vincolata da accordi precedenti, garantendogli la possibilità di disporre liberamente dei propri beni fino alla morte;
  • Tutela dei legittimari: evitare che i futuri eredi, soprattutto quelli legittimari (coniuge, figli, etc.), vengano privati dei loro diritti prima ancora che la successione si apra;
  • Certezza dei rapporti successori: impedire incertezze e possibili liti derivanti da accordi pregressi, garantendo una maggiore chiarezza nella trasmissione ereditaria.

Quali elementi rivelano la presenza dei patti successori

La giurisprudenza ha individuato alcuni elementi per valutare se un determinato accordo costituisce un patto successorio vietato:

  • finalità: l’accordo deve avere la specifica finalità di regolare diritti su una successione non ancora aperta;
  • oggetto: l’oggetto dell’accordo deve essere costituito da beni o diritti che faranno parte della futura successione;
  • animus: cioè l’intenzione del promittente, deve essere quella di disporre in tutto o in parte della propria successione;
  • causa: il trasferimento deve avvenire mortis causa, ovvero in vista della morte del promittente.

Eccezioni al divieto dei patti successori

Esistono alcune eccezioni al divieto di siglare patti successori, vediamo quali.

Esecuzione volontaria di un patto successorio

La questione dell’esecuzione volontaria di un patto successorio, ovvero la possibilità che un testamento possa validamente dare esecuzione a un accordo precedente, è dibattuta. Secondo un orientamento giurisprudenziale risalente, infatti, il testamento che dà esecuzione a un patto successorio sarebbe colpito da nullità.

Tuttavia, si è esclusa la nullità nel caso in cui la scelta del testatore, pur essendo conforme a un accordo precedente, sia frutto di una libera volontà e non di un obbligo giuridico.

 

Patto di famiglia

L’articolo 768-bis c.c. e successivi, introdotti dal 2006, consentono all’imprenditore di trasferire, finché è in vita, l’azienda o partecipazioni societarie a uno o più discendenti, prevedendo una liquidazione agli altri legittimari. In questo caso, la legge deroga espressamente al divieto di patti successori per garantire la continuità dell’impresa familiare.

Assicurazione sulla vita a favore di terzo

Secondo l’articolo 1920 del codice civile, il contraente può indicare il beneficiario dell’assicurazione anche per il caso di sua morte. In questo caso, l’attribuzione avviene “mortis causa” ma rientra in uno schema contrattuale tipico e non nel divieto dell’art. 458 c.c.

Rinuncia anticipata all’azione di restituzione

Al di fuori del patto di famiglia, la giurisprudenza ha acconsentito alla pratica della rinuncia anticipata all’azione di restituzione. Si tratta di un atto con cui i legittimari, durante la vita del donante, rinunciano al diritto di ottenere la restituzione dei beni donati in caso di lesione della loro quota di legittima. Tale rinuncia facilita la circolazione dei beni donati e non viene considerata un patto successorio vietato, in quanto non ha ad oggetto la successione in sé, ma solo l’esercizio di un’azione successiva.

In questo articolo ti abbiamo spiegato cosa sono i patti successori e perché non si possono stipulare.

Hai bisogno di una consulenza in materia di eredità e successioni?

Contattaci

 

Immagine in evidenza di Marco Bianchetti su Unsplash