Oramai è sempre più facile fare acquisti anche quando non si è preparati per farlo. Navigando su internet si trova la promozione perfetta per quello smartphone da molto sulla lista dei desideri, oppure alla fiera di paese c’è lo stand di un’azienda che promette di vendere un bellissimo divano. L’acquisto avviene, quindi, d’impulso, ma poi, in un secondo momento, ci si ripensa su.
In questi casi, sapere come funziona il diritto di ripensamento (conosciuto anche come diritto di recesso, termine tecnico usato nel codice del Consumo, che vedremo tra poco) rappresenta una tutela essenziale per i consumatori, garantendo loro la possibilità di annullare un contratto o un acquisto entro un determinato periodo senza dover fornire alcuna giustificazione. Questa protezione è applicabile sia nel caso degli acquisti online, dove il consumatore non ha modo di verificare direttamente il prodotto prima della consegna, sia negli acquisti effettuati al di fuori dei locali commerciali (quindi telefonicamente, porta a porta, ma anche fuori casa).
Vediamo insieme in quest’articolo come funziona il diritto di ripensamento e i suoi limiti.
Il quadro normativo del diritto di ripensamento o recesso
In Italia, il diritto di recesso è disciplinato dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). Le norme principali che spiegano nel dettaglio come funziona il diritto di ripensamento sono contenute negli articoli 52 e seguenti del Codice.
Il diritto di recesso si applica ai contratti conclusi a distanza e fuori dai locali commerciali, garantendo al consumatore un periodo di 14 giorni per esercitare tale diritto.
Per effettuare il calcolo dei 14 giorni bisogna guardare al tipo di contratto concluso: se l’oggetto del contratto è la vendita di un bene, il termine decorrerà dalla data della consegna del bene stesso (che non sempre coincide con la data di acquisto effettiva); diversamente, se l’oggetto del contratto è un servizio, il termine decorrerà dalla data di sottoscrizione del contratto stesso.
Tale norma si applica tanto per i contratti conclusi online, quanto per i contratti offline.
Ecco di seguito alcuni esempi pratici:
Caso 1: Acquisto online di un elettrodomestico
Un consumatore acquista una lavatrice su un sito e-commerce specializzato in vendita di elettrodomestici il 1° marzo e lo riceve il 5 marzo. Da questo momento ha tempo fino al 19 marzo per comunicare la volontà di recedere dal contratto.
Caso 2: Acquisto tramite televendita
Un cliente acquista un set di pentole tramite televendita il 10 aprile. Il pacco arriva il 15 aprile. Se il prodotto non lo soddisfa, ha tempo fino al 29 aprile per esercitare il diritto di recesso.
Caso 3: Prenotazione di un corso online
Un utente acquista un corso di formazione online ma cambia idea. Se il corso non è ancora stato fruito, il diritto di recesso è applicabile entro 14 giorni dall’acquisto.
Modalità di esercizio del diritto di ripensamento
Dopo aver visto il quadro normativo, come funziona il diritto di ripensamento all’atto pratico?
Per esercitare correttamente il diritto di ripensamento, il consumatore deve:
- Comunicare la volontà di recedere al venditore, utilizzando un mezzo tracciabile come raccomandata A/R o PEC. Sempre più spesso i venditori (soprattutto gli e-commerce on line) mettono a disposizione un modulo di recesso, ma è possibile scrivere la lettera personalmente.
- Restituire il prodotto entro 14 giorni dalla comunicazione.
- Conservare la prova di spedizione, in caso di contestazioni da parte del venditore.
Alcuni casi specifici
Le spese di spedizione per la restituzione sono per legge poste a carico del consumatore; tuttavia, molto spesso i venditori si offrono di accollarsi tale spesa.
Anche in questo caso, la modalità per esercitare il diritto di ripensamento è la medesima sia per i contratti conclusi online che offline.
Alcuni e-commerce hanno cominciato a prevedere la comunicazione di recesso attraverso un’apposita sezione del loro sito. In questo caso, per essere sicuri che il diritto di ripensamento sia esercitato correttamente, assicuratevi di ricevere una e-mail di ricevuta dal sistema, che attesti l’avvenuta trasmissione della vostra scelta.
Facendo un esempio pratico, se un consumatore acquista un paio di scarpe online il 5 giugno e decide di esercitare il proprio diritto di ripensamento il 12 giugno, deve inviare la comunicazione di recesso entro il 19 giugno e spedire le scarpe entro il 3 luglio.

Obblighi del venditore in caso di ripensamento
Vediamo ora nel dettaglio come funziona il diritto di ripensamento per il venditore.
Quest’ultimo, una volta ricevuta la comunicazione di recesso, è tenuto a:
- Rimborsare l’intero importo pagato dal consumatore entro i successivi 14 giorni.
- Utilizzare lo stesso metodo di pagamento usato dal consumatore, salvo diverso accordo.
Ipotizziamo, quindi, che un consumatore abbia acquistato un telefono per 300 euro, pagando 10 euro di spedizione. In questo caso, il venditore dovrà rimborsare al consumatore 310 euro.
Se il venditore ritarda nel rimborso, il consumatore ha diritto a interessi legali e può agire per il recupero dell’importo dovuto.
Eccezioni al diritto di ripensamento
Attenzione! Non tutti i beni e servizi sono soggetti al diritto di recesso. Le principali eccezioni su come funziona il diritto di ripensamento sono previste dall’articolo 59 del Codice del Consumo e includono:
- Prodotti personalizzati (es. magliette con stampa su richiesta).
- Beni deperibili (es. cibo fresco, fiori).
- Prodotti sigillati aperti per motivi igienici (es. cosmetici, biancheria intima).
- Download di software e contenuti digitali dopo l’inizio del download.
- Servizi già erogati, come abbonamenti a piattaforme digitali già usufruiti.
Alcuni esempi per capire meglio:
Caso 1: Acquisto di un divano su misura
Un cliente ordina un divano con tessuto e misure personalizzate. In questo caso, non potrà esercitare il diritto di recesso in quanto il bene, proprio per la sua personalizzazione, non potrà essere rivenduto a terzi.
Caso 2: Acquisto di una crema per il viso
Se la confezione è stata aperta dopo l’acquisto, ancorché mai utilizzata, il venditore può rifiutare il reso per motivi igienici, non essendoci più il sigillo che attesti che non è mai stata usata.
Caso 3: Acquisto di un eBook
Dopo aver effettuato il download, il diritto di recesso decade poiché il contenuto è stato interamente fruito, anche solo potenzialmente.
Il diritto di ripensamento nei negozi fisici
Come funziona il diritto di ripensamento per gli acquisti effettuati in negozi fisici?
Il diritto di recesso non è obbligatorio secondo il codice del consumo. Tuttavia, molti negozi offrono politiche di reso volontarie per fidelizzare la clientela.
Sarà capitato molto spesso di notare che molti negozi di abbigliamento concedono 30 giorni per il reso, purché il capo non sia stato indossato e sia restituito con lo scontrino e cartellino.
Tuttavia, questa è una mera concessione e non un obbligo: se un negozio non prevede una politica di reso, il consumatore non può pretendere il rimborso salvo presenza di vizi o difetti nel prodotto acquistato.
Diritto di ripensamento e pagamenti rateali
Se ci si sta domandando come funziona il diritto di ripensamento quando un acquisto è stato effettuato con un finanziamento o pagamento rateale erogato da una finanziaria, è opportuno sapere che il diritto di recesso si applica sia al contratto di acquisto che a quello di credito collegato.
Ad esempio, se un consumatore acquista uno smartphone con pagamento rateale e recede dall’acquisto, anche il contratto di finanziamento verrà automaticamente annullato. In questo caso, non è necessario che il consumatore eserciti il proprio diritto di ripensamento alla finanziaria che eroga il prestito, ma è buona norma farlo per evitare eventuali problemi di comunicazione.
Come funziona il diritto di ripensamento: chiarezza è fatta!
Sapere nel dettaglio come funziona il diritto di ripensamento è una garanzia fondamentale per il consumatore, soprattutto negli acquisti online, sempre più diffusi. Conoscere i propri diritti e le eccezioni previste dalla legge può evitare spiacevoli sorprese e garantire un’esperienza di acquisto più sicura.
Se hai dubbi o necessiti di assistenza specifica, prenota una consulenza per una valutazione del tuo caso.
