Guida alla successione legittima: chi eredita e quali sono le quote

Avvocato Enrico Cecchin Aggiornato al 5 Novembre 2025 13 min di lettura

La successione per causa di morte (mortis causa) nel diritto italiano è regolata da due fonti principali: la legge e il testamento. In questa guida completa alla successione legittima vedremo chi eredita in assenza di testamento, in che ordine e con quali quote. Analizzeremo con esempi pratici e riferimenti al codice civile come la legge ripartisce l’eredità, un tema fondamentale del diritto successorio, per comprendere come viene gestito un patrimonio quando il defunto non ha lasciato disposizioni.

È fondamentale chiarire fin da subito che questa guida è dedicata esclusivamente alla successione legittima, ovvero alle regole che si applicano quando il defunto non ha lasciato un testamento. L’argomento non va confuso con la quota di legittima della successione necessaria, che riguarda invece i diritti dei legittimari (coniuge, figli e ascendenti) a ricevere una quota minima di eredità, anche in presenza di un testamento che disponga diversamente. Il nostro focus qui sarà unicamente sul primo scenario: cosa stabilisce la legge quando la volontà del defunto non è stata espressa.

Cos’è la successione legittima e quando si applica

La successione legittima, nota anche come successione ab intestato (dal latino, “da chi non ha fatto testamento”), è una delle due vie previste dall’ordinamento per la devoluzione dell’eredità, distinta da quella testamentaria.

La successione legittima interviene per garantire la continuità dei rapporti giuridici patrimoniali del defunto quando manca, in tutto o in parte, un testamento valido.

Il legislatore ha infatti escluso il contratto come fonte di devoluzione ereditaria, sancendo il divieto dei patti successori.

Essa ha un carattere suppletivo rispetto alla volontà testamentaria e trova il suo fondamento nel valore attribuito al vincolo familiare. Si applica in diverse circostanze:

  • quando il defunto (de cuius) non ha disposto in alcun modo tramite testamento;
  • quando il testatore ha disposto solo di una parte del suo patrimonio, lasciando il resto non assegnato. In questo caso, per la parte residua si apre la successione legittima in concorso con quella testamentaria;
  • quando le disposizioni testamentarie sono invalide o inefficaci, totalmente o parzialmente;
  • quando la volontà testamentaria non può operare per ragioni come la premorienza, l’incapacità, l’indegnità o la rinuncia dell’erede designato.

Ordine degli eredi e quote nella successione legittima

L’eredità si devolve per legge secondo l’ordine e le quote stabilite dall’articolo 565 del codice civile. Le categorie di successibili legittimi includono il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle, gli altri parenti e, in ultima istanza, lo Stato. La successione dello Stato risponde all’interesse pubblico di evitare che i patrimoni restino vacanti, assicurando la continuità dei rapporti giuridici, e si verifica solo in mancanza di altri eredi.

Le quote dei figli nella successione legittima

I figli sono tra le prime categorie di successibili e sono equiparati nel diritto successorio, indipendentemente dal fatto che siano nati all’interno o fuori dal matrimonio, o che siano adottivi. Essi escludono dalla successione gli ascendenti e gli altri parenti, ma concorrono con il coniuge superstite. Anche nel caso di adozione di una persona maggiorenne, l’adottato acquista il diritto di succedere all’adottante, ma non viceversa.

Una disciplina particolare riguarda i figli non riconoscibili, i quali hanno diritto a un assegno vitalizio che ha natura di diritto successorio e non alimentare, configurabile come un legato obbligatorio ex lege. Tale diritto si fonda sul fatto naturale della procreazione e non su un rapporto di parentela giuridico.

La successione del coniuge superstite: diritti e quote

Le sue quote variano a seconda dei soggetti con cui concorre:

  • concorso con ascendenti e/o fratelli/sorelle: in assenza di figli, al coniuge spettano i due terzi dell’eredità;
  • concorso con un solo figlio: al coniuge spetta la metà dell’eredità;
  • concorso con più figli: al coniuge spetta un terzo dell’eredità;

Il coniuge separato a cui non sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato conserva gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Se, invece, la separazione gli è stata addebitata, perde i diritti successori ma può avere diritto a un assegno vitalizio se al momento della morte godeva degli alimenti a carico del defunto. Anche il coniuge putativo, ovvero il coniuge di un matrimonio dichiarato invalido, può avere diritti successori se era in buona fede.

Ascendenti e fratelli/sorelle nella successione legittima

Questi parenti ereditano solo se il defunto non lascia figli.

Ascendenti

I genitori succedono in parti uguali. Essi concorrono con i fratelli e le sorelle del defunto (articolo 571 c.c.) e con il coniuge (articolo 582 c.c.). Il genitore dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale è indegno di succedere al figlio, a meno che non sia stato reintegrato prima della morte di quest’ultimo.

Fratelli e sorelle

Succedono in via esclusiva solo se il defunto non lascia prole, genitori, altri ascendenti o il coniuge. I fratelli e le sorelle unilaterali (con un solo genitore in comune) ricevono una quota pari alla metà di quella spettante ai fratelli germani (con entrambi i genitori in comune).

Altri parenti e lo Stato

In assenza di coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle, la successione si estende agli altri parenti fino al sesto grado. In mancanza di ogni altro successibile, l’eredità è devoluta allo Stato. L’acquisto da parte dello Stato avviene di diritto (ipso jure), senza necessità di accettazione e non può essere oggetto di rinuncia.

Schema delle quote della successione legittima

Ecco uno schema degli eredi e delle quote nella successione legittima.

EredeQuota eredità spettante
Solo coniuge100%
Coniuge e un figlio50% coniuge e 50% figlio
Coniuge e due figli1/3 al coniuge e 2/3 ai due figli
Coniuge e più di due figli1/3 al coniuge e 2/3 a tutti figli
Solo coniuge fratelli/sorelle2/3 al coniuge e 1/3 ai fratelli e sorelle
Solo il coniuge fratelli, sorelle e genitori2/3 al coniuge, 1/3 altri (ai genitori almeno 1/4)
Solo un figlio100%
Solo più figli100% diviso in parti uguali
Solo un genitore100%
Solo entrambi i genitori50% a testa
Solo genitori, fratelli e sorelleSuddiviso in parti uguali
Solo fratelli e sorelleTutto, suddiviso in parti uguali
Solo i nonni50% tra nonni paterni e materni
Solo bisnonni o altri ascendentiTutto a chi ha il grado di parentela più vicino
Solo altri parentiEntro il sesto grado al parente più vicino che esclude gli altri

I diritti particolari del coniuge superstite

Al coniuge superstite, anche in caso di concorso con altri eredi, spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Questi diritti mirano a soddisfare esigenze personali e a tutelare l’interesse all’abitazione, piuttosto che mere finalità patrimoniali.

Istituti giuridici che incidono sulla successione legittima

Diversi istituti possono modificare l’assetto della successione, vediamone alcuni.

Indegnità a succedere

L’indegnità è una sanzione civile che esclude dalla successione chi ha commesso atti particolarmente gravi contro il defunto o la sua libertà testamentaria. I casi sono tassativamente elencati dall’articolo 463 del codice civile e includono, tra gli altri, l’omicidio tentato o consumato, la calunnia, la falsificazione o soppressione del testamento e l’induzione con dolo o violenza a modificare le disposizioni testamentarie. L’indegnità non opera automaticamente ma deve essere dichiarata con una sentenza del tribunale. Il defunto può, tuttavia, riabilitare l’indegno con un atto pubblico o tramite testamento.

Rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità è un atto unilaterale formale con cui il chiamato all’eredità manifesta la volontà di non accettarla. La dichiarazione deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale e inserita nel registro delle successioni. In caso di rinuncia, la quota si devolve agli altri soggetti che avrebbero concorso con il rinunciante. I creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia se questa reca loro pregiudizio. (Approfondisci la rinuncia all’eredità)

Rappresentazione

La rappresentazione è un istituto di surrogazione legale tramite cui i discendenti (rappresentanti) subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente (rappresentato) che non può o non vuole accettare l’eredità. Questo meccanismo, applicabile sia alla successione legittima che a quella testamentaria, assicura che il patrimonio rimanga all’interno della stessa linea familiare.

Accettazione con beneficio d’inventario

È una modalità di accettazione che permette all’erede di tenere separato il proprio patrimonio da quello del defunto. La sua principale conseguenza è limitare la responsabilità per i debiti ereditari e i legati al valore dei beni ricevuti (intra vires). È obbligatoria per le persone giuridiche, gli enti non riconosciuti, i minori, gli interdetti e gli inabilitati. Richiede una dichiarazione formale e la redazione di un inventario per informare i creditori della limitazione di responsabilità. (Approfondisci l’accettazione con beneficio d’inventario)

Domande frequenti (F.A.Q.)

Cos’è la successione legittima e quando si applica?
La successione legittima è il meccanismo con cui la legge italiana suddivide il patrimonio di una persona deceduta che non ha lasciato un testamento. Si applica anche quando il testamento è nullo, inefficace, o dispone solo per una parte dei beni. In questi casi, la legge interviene per assicurare che il patrimonio del defunto venga distribuito ai familiari, secondo un ordine di priorità ben definito.
Chi sono gli eredi nella successione legittima?
La legge stabilisce una gerarchia di eredi, chiamati a succedere in assenza di un testamento. L’ordine è il seguente: coniuge; figli (discendenti); genitori e altri ascendenti; fratelli e sorelle; altri parenti fino al sesto grado; in mancanza di tutti i precedenti, l’eredità va allo Stato.
Come vengono divise le quote tra coniuge e figli?
Le quote ereditarie variano a seconda della composizione del nucleo familiare: coniuge e un figlio, il patrimonio si divide al 50% tra i due; coniuge e due o più figli, al coniuge spetta un terzo (1/3) dell’eredità, mentre i restanti due terzi (2/3) vengono divisi in parti uguali tra tutti i figli; solo figli (senza coniuge), l’intero patrimonio viene diviso in parti uguali tra i figli.
Cosa eredita il coniuge se non ci sono figli?
In assenza di figli, la quota del coniuge superstite dipende dalla presenza di altri parenti: solo il coniuge, eredita il 100% del patrimonio; coniuge con genitori (ascendenti) e/o fratelli/sorelle, al coniuge spettano i due terzi (2/3) dell’eredità, mentre il restante terzo (1/3) viene diviso tra gli altri parenti.
Il coniuge ha dei diritti particolari sull’eredità?
Sì, indipendentemente dalla sua quota di eredità, al coniuge superstite sono sempre garantiti il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano. Questi diritti prevalgono su quelli degli altri eredi.

Sappiamo che ogni situazione familiare è unica e che affrontare una successione può generare dubbi e preoccupazioni. Il nostro obiettivo è tradurre la complessità della legge in soluzioni pratiche, tutelare i suoi diritti e prevenire possibili conflitti tra eredi.

Avvertenza: il presente contributo ha finalità informativa e non costituisce parere o consulenza legale. La ripartizione delle quote dipende dalla concreta composizione del nucleo familiare e da eventuali istituti particolari: per una valutazione personalizzata è necessaria un’analisi professionale individuale.

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L’autore

Avvocato Enrico Cecchin

Avvocato a Cittadella (PD), titolare dello Studio Legale Castello, si occupa di successioni, diritto immobiliare e protezione del patrimonio e della persona, con consulenza in studio e online.

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