La successione per causa di morte (mortis causa) nel diritto italiano è regolata da due fonti principali: la legge e il testamento. In questa guida completa alla successione legittima vedremo chi eredita in assenza di testamento, in che ordine e con quali quote. Analizzeremo con esempi pratici e riferimenti al codice civile come la legge ripartisce l’eredità, un tema fondamentale del diritto successorio, per comprendere come viene gestito un patrimonio quando il defunto non ha lasciato disposizioni.
È fondamentale chiarire fin da subito che questa guida è dedicata esclusivamente alla successione legittima, ovvero alle regole che si applicano quando il defunto non ha lasciato un testamento. L’argomento non va confuso con la quota di legittima della successione necessaria, che riguarda invece i diritti dei legittimari (coniuge, figli e ascendenti) a ricevere una quota minima di eredità, anche in presenza di un testamento che disponga diversamente. Il nostro focus qui sarà unicamente sul primo scenario: cosa stabilisce la legge quando la volontà del defunto non è stata espressa.
Cos’è la successione legittima e quando si applica
La successione legittima, nota anche come successione ab intestato (dal latino, “da chi non ha fatto testamento”), è una delle due vie previste dall’ordinamento per la devoluzione dell’eredità, distinta da quella testamentaria.
La successione legittima interviene per garantire la continuità dei rapporti giuridici patrimoniali del defunto quando manca, in tutto o in parte, un testamento valido.
Il legislatore ha infatti escluso il contratto come fonte di devoluzione ereditaria, sancendo il divieto dei patti successori.
Essa ha un carattere suppletivo rispetto alla volontà testamentaria e trova il suo fondamento nel valore attribuito al vincolo familiare. Si applica in diverse circostanze:
- quando il defunto (de cuius) non ha disposto in alcun modo tramite testamento;
- quando il testatore ha disposto solo di una parte del suo patrimonio, lasciando il resto non assegnato. In questo caso, per la parte residua si apre la successione legittima in concorso con quella testamentaria;
- quando le disposizioni testamentarie sono invalide o inefficaci, totalmente o parzialmente;
- quando la volontà testamentaria non può operare per ragioni come la premorienza, l’incapacità, l’indegnità o la rinuncia dell’erede designato.
Esempio di disposizione parziale
Marco, vedovo e con due figli, lascia un testamento in cui scrive: “Lascio la mia casa al mare al mio amico Paolo”. Il suo patrimonio, però, comprende anche una casa in città e un conto corrente. Poiché il testamento dispone solo di un bene specifico (la casa al mare), per la casa in città e il denaro si aprirà la successione legittima, che li dividerà in parti uguali tra i suoi due figli
Ordine degli eredi e quote nella successione legittima
L’eredità si devolve per legge secondo l’ordine e le quote stabilite dall’articolo 565 del codice civile. Le categorie di successibili legittimi includono il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle, gli altri parenti e, in ultima istanza, lo Stato. La successione dello Stato risponde all’interesse pubblico di evitare che i patrimoni restino vacanti, assicurando la continuità dei rapporti giuridici, e si verifica solo in mancanza di altri eredi.
Le quote dei figli nella successione legittima
I figli sono tra le prime categorie di successibili e sono equiparati nel diritto successorio, indipendentemente dal fatto che siano nati all’interno o fuori dal matrimonio, o che siano adottivi. Essi escludono dalla successione gli ascendenti e gli altri parenti, ma concorrono con il coniuge superstite. Anche nel caso di adozione di una persona maggiorenne, l’adottato acquista il diritto di succedere all’adottante, ma non viceversa.
Una disciplina particolare riguarda i figli non riconoscibili, i quali hanno diritto a un assegno vitalizio che ha natura di diritto successorio e non alimentare, configurabile come un legato obbligatorio ex lege. Tale diritto si fonda sul fatto naturale della procreazione e non su un rapporto di parentela giuridico.
La successione del coniuge superstite: diritti e quote
Le sue quote variano a seconda dei soggetti con cui concorre:
- concorso con ascendenti e/o fratelli/sorelle: in assenza di figli, al coniuge spettano i due terzi dell’eredità;
- concorso con un solo figlio: al coniuge spetta la metà dell’eredità;
- concorso con più figli: al coniuge spetta un terzo dell’eredità;
Esempio 1: concorso con un solo figlio
Se il defunto, Tizio, lascia la moglie Anna e un solo figlio, Luca, il suo patrimonio di €200.000 sarà così diviso:
€100.000 (metà dell’eredità) ad Anna.
€100.000 (metà dell’eredità) a Luca.
Ad Anna spetteranno inoltre i diritti di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili.
Esempio 2: Concorso con più figli
Se Tizio lascia la moglie Anna e tre figli (Luca, Maria e Sofia), il patrimonio di €300.000 sarà ripartito come segue:
€100.000 (un terzo dell’eredità) ad Anna.
€200.000 (i restanti due terzi) da dividere in parti uguali tra i tre figli, quindi circa €66.667 ciascuno.
Esempio 3: concorso con ascendenti/fratelli
Se Tizio muore senza figli, lasciando la moglie Anna, sua madre Carla e un fratello, Roberto, il patrimonio di €180.000 verrà così diviso:
€120.000 (due terzi dell’eredità) ad Anna.
€60.000 (il restante terzo) da dividere tra la madre Carla e il fratello Roberto.
Il coniuge separato a cui non sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato conserva gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Se, invece, la separazione gli è stata addebitata, perde i diritti successori ma può avere diritto a un assegno vitalizio se al momento della morte godeva degli alimenti a carico del defunto. Anche il coniuge putativo, ovvero il coniuge di un matrimonio dichiarato invalido, può avere diritti successori se era in buona fede.
Ascendenti e fratelli/sorelle nella successione legittima
Questi parenti ereditano solo se il defunto non lascia figli.
Ascendenti
I genitori succedono in parti uguali. Essi concorrono con i fratelli e le sorelle del defunto (articolo 571 c.c.) e con il coniuge (articolo 582 c.c.). Il genitore dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale è indegno di succedere al figlio, a meno che non sia stato reintegrato prima della morte di quest’ultimo.
Fratelli e sorelle
Succedono in via esclusiva solo se il defunto non lascia prole, genitori, altri ascendenti o il coniuge. I fratelli e le sorelle unilaterali (con un solo genitore in comune) ricevono una quota pari alla metà di quella spettante ai fratelli germani (con entrambi i genitori in comune).
Esempio
Giulia muore senza lasciare figli, genitori o coniuge. I suoi eredi sono suo fratello germano, Davide (con cui condivideva padre e madre), e la sua sorellastra, Elena (con cui condivideva solo il padre). L’eredità di €90.000 verrà divisa in questo modo:
A Davide spetta una quota doppia rispetto a Elena.
Si calcola dividendo l’eredità per 3 (2 quote per Davide + 1 quota per Elena): €90.000 / 3 = €30.000.
A Elena (sorella unilaterale) andranno €30.000.
A Davide (fratello germano) andranno €60.000.
Altri parenti e lo Stato
In assenza di coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle, la successione si estende agli altri parenti fino al sesto grado. In mancanza di ogni altro successibile, l’eredità è devoluta allo Stato. L’acquisto da parte dello Stato avviene di diritto (ipso jure), senza necessità di accettazione e non può essere oggetto di rinuncia.
Schema delle quote della successione legittima
Ecco uno schema degli eredi e delle quote nella successione legittima.
| Erede | Quota eredità spettante |
|---|---|
| Solo coniuge | 100% |
| Coniuge e un figlio | 50% coniuge e 50% figlio |
| Coniuge e due figli | 1/3 al coniuge e 2/3 ai due figli |
| Coniuge e più di due figli | 1/3 al coniuge e 2/3 a tutti figli |
| Solo coniuge fratelli/sorelle | 2/3 al coniuge e 1/3 ai fratelli e sorelle |
| Solo il coniuge fratelli, sorelle e genitori | 2/3 al coniuge, 1/3 altri (ai genitori almeno 1/4) |
| Solo un figlio | 100% |
| Solo più figli | 100% diviso in parti uguali |
| Solo un genitore | 100% |
| Solo entrambi i genitori | 50% a testa |
| Solo genitori, fratelli e sorelle | Suddiviso in parti uguali |
| Solo fratelli e sorelle | Tutto, suddiviso in parti uguali |
| Solo i nonni | 50% tra nonni paterni e materni |
| Solo bisnonni o altri ascendenti | Tutto a chi ha il grado di parentela più vicino |
| Solo altri parenti | Entro il sesto grado al parente più vicino che esclude gli altri |
I diritti particolari del coniuge superstite
Al coniuge superstite, anche in caso di concorso con altri eredi, spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Questi diritti mirano a soddisfare esigenze personali e a tutelare l’interesse all’abitazione, piuttosto che mere finalità patrimoniali.
Istituti giuridici che incidono sulla successione legittima
Diversi istituti possono modificare l’assetto della successione, vediamone alcuni.
Indegnità a succedere
L’indegnità è una sanzione civile che esclude dalla successione chi ha commesso atti particolarmente gravi contro il defunto o la sua libertà testamentaria. I casi sono tassativamente elencati dall’articolo 463 del codice civile e includono, tra gli altri, l’omicidio tentato o consumato, la calunnia, la falsificazione o soppressione del testamento e l’induzione con dolo o violenza a modificare le disposizioni testamentarie. L’indegnità non opera automaticamente ma deve essere dichiarata con una sentenza del tribunale. Il defunto può, tuttavia, riabilitare l’indegno con un atto pubblico o tramite testamento.
Rinuncia all’eredità
La rinuncia all’eredità è un atto unilaterale formale con cui il chiamato all’eredità manifesta la volontà di non accettarla. La dichiarazione deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale e inserita nel registro delle successioni. In caso di rinuncia, la quota si devolve agli altri soggetti che avrebbero concorso con il rinunciante. I creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia se questa reca loro pregiudizio.
(Approfondisci la rinuncia all’eredità)
Rappresentazione
La rappresentazione è un istituto di surrogazione legale tramite cui i discendenti (rappresentanti) subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente (rappresentato) che non può o non vuole accettare l’eredità. Questo meccanismo, applicabile sia alla successione legittima che a quella testamentaria, assicura che il patrimonio rimanga all’interno della stessa linea familiare.
Esempio
Il signor Rossi muore lasciando un patrimonio da dividere tra i suoi due figli, Paolo e Franco. Purtroppo, Paolo è deceduto qualche anno prima, lasciando a sua volta due figli (i nipoti del signor Rossi), Marta e Simone. Grazie alla rappresentazione, la quota che sarebbe spettata a Paolo (€50.000 su un’eredità di €100.000) non andrà interamente a suo fratello Franco, ma verrà divisa tra i suoi figli:
A Franco spetteranno €50.000 (la sua quota).
A Marta e Simone spetteranno €25.000 ciascuno, poiché subentrano nel luogo e nel grado del loro padre Paolo.
Accettazione con beneficio d’inventario
È una modalità di accettazione che permette all’erede di tenere separato il proprio patrimonio da quello del defunto. La sua principale conseguenza è limitare la responsabilità per i debiti ereditari e i legati al valore dei beni ricevuti (intra vires). È obbligatoria per le persone giuridiche, gli enti non riconosciuti, i minori, gli interdetti e gli inabilitati. Richiede una dichiarazione formale e la redazione di un inventario per informare i creditori della limitazione di responsabilità.
Domande frequenti (F.A.Q.)
Sappiamo che ogni situazione familiare è unica e che affrontare una successione può generare dubbi e preoccupazioni. Il nostro obiettivo è tradurre la complessità della legge in soluzioni pratiche, tutelare i suoi diritti e prevenire possibili conflitti tra eredi.

