Breve ripasso sull’actio interrogatoria

Avvocato Enrico Cecchin Aggiornato al 29 Ottobre 2025 3 min di lettura

L’articolo 481 del Codice Civile prevede uno strumento processuale diretto a ottenere una pronuncia giudiziale che obblighi il chiamato all’eredità a prendere posizione, entro un termine stabilito dal giudice, circa l’accettazione o la rinuncia alla stessa. Questo rimedio, noto come actio interrogatoria, può essere attivato da “chiunque vi abbia interesse”. La norma, quindi, non specifica quali siano i soggetti legittimati ad agire, ma si limita a individuare un criterio di legittimazione generale: la sussistenza di un interesse attuale e concreto ad ottenere una pronta definizione della situazione successoria.

Chi può promuovere l’azione

Tra i soggetti che hanno interesse ad avviare l’azione, si annoverano:

  • l’onorato di un modus, che, in caso di accettazione dell’eredità, sarebbe il soggetto tenuto all’adempimento dell’onere imposto dal testatore.
  • i chiamati ulteriori, che potrebbero vedere il loro diritto di accettare l’eredità prescritto a causa dell’inerzia del chiamato precedente. Infatti, il termine di prescrizione per accettare l’eredità, ai sensi dell’art. 480 c.c., è di dieci anni dalla morte del de cuius;
  • i creditori del chiamato, siano essi creditori personali o ereditari, che hanno interesse a conoscere la consistenza del patrimonio del loro debitore, al fine di poter eventualmente soddisfare le proprie ragioni creditorie;
  • i legatari, che, in caso di accettazione dell’eredità da parte del chiamato, potrebbero vantare diritti sui beni ereditari;

La prescrizione dell’actio interrogatoria

L’azione interrogatoria non è soggetta a un termine di decadenza specifico, ma deve essere esercitata entro il termine di prescrizione del diritto di accettare l’eredità, dieci anni.

Effetti dell’actio interrogatoria

L’effetto principale dell’azione interrogatoria è quello di costringere il chiamato a prendere una decisione definitiva in merito all’eredità. In caso di inerzia da parte del chiamato, questi perde il diritto di accettare.

La ratio della norma

La ratio dell’art. 481 c.c. è quella di evitare che la situazione successoria rimanga incerta a tempo indeterminato.

Avvertenza: il presente contributo ha finalità informativa e non costituisce parere o consulenza legale. La legittimazione e gli effetti dell’actio interrogatoria dipendono dal caso concreto: per una valutazione personalizzata è necessaria un’analisi professionale individuale.

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L’autore

Avvocato Enrico Cecchin

Avvocato a Cittadella (PD), titolare dello Studio Legale Castello, si occupa di successioni, diritto immobiliare e protezione del patrimonio e della persona, con consulenza in studio e online.

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