Studio Legale Castello
Piano del passaggio generazionale
Studio Legale Castello · Strumenti di calcolo
Pianificatore del passaggio generazionale
Verifica della tenuta del piano: quote di riserva calcolate sulla massa comprensiva delle donazioni già effettuate, test di controllo per l’esenzione dell’azienda, imposte su base catastale e confronto fra testamento, donazione, patto di famiglia e trust.
1 · Soggetti
Disponente, legittimari e beneficiari
Il disponente è il soggetto che trasferisce il patrimonio. La composizione familiare determina i legittimari, le quote di riserva e le aliquote applicabili.
Per il figlio premorto o rinunciante che ha lasciato discendenti subentrano questi ultimi per rappresentazione (art. 467 c.c.): la stirpe conta come un figlio e ne assume la quota di riserva (art. 536, c. 3, c.c.).
Fratelli, altri parenti, conviventi, terzi ed enti. Non sono legittimari: possono ricevere solo entro la quota disponibile, ma rilevano per le aliquote e le franchigie dell’imposta.
2 · Patrimonio
Composizione e attribuzione del patrimonio
Ciascun cespite è valutato su due grandezze distinte: il valore di mercato, rilevante per la quota di riserva e per la liquidazione nel patto di famiglia, e la base imponibile (valore catastale per gli immobili, patrimonio netto contabile per aziende e partecipazioni), rilevante per le imposte. Lo strumento le tiene separate.
Indica la rendita catastale (o il reddito dominicale, per i terreni): il valore catastale si ottiene rivalutandola e moltiplicandola per il coefficiente di categoria. Il valore di mercato rileva per la quota di riserva: se non indicato viene utilizzato il valore catastale, che la sottostima in misura sensibile.
La base imponibile è il patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio, senza avviamento (artt. 15 e 16 TUS). Il valore economico è grandezza distinta: è quella su cui si commisurano la quota di riserva dei legittimari e la liquidazione dovuta dall’assegnatario nel patto di famiglia.
Conti, titoli, crediti, opere d’arte. Alcune categorie non concorrono all’attivo: polizze vita, TFR, titoli di Stato e beni culturali vincolati restano fuori dall’asse e dall’imposta (art. 12 TUS, art. 1920 c.c.).
Debiti del disponente esistenti alla data di apertura della successione, purché risultino da atto scritto di data certa anteriore o da provvedimento giurisdizionale definitivo (artt. 20-23 TUS), oltre a spese mediche degli ultimi sei mesi e spese funerarie (art. 24 TUS). I debiti riducono sia la base imponibile sia la massa di calcolo della legittima (art. 556 c.c.).
Comunione legale e presunzione del 10% Due regole che spostano sensibilmente il risultato
Sui cespiti contrassegnati cade in successione la sola metà del disponente: l’altra metà appartiene già al coniuge. Restano personali i beni dell’art. 179 c.c.
Opera automaticamente nella successione, salvo inventario analitico. Non si applica alla donazione: è una delle poche differenze che rendono la donazione fiscalmente più leggera a parità di beni.
3 · Liberalità anteriori
Donazioni già effettuate
Le donazioni disposte in vita rientrano nella massa di calcolo della quota di riserva per riunione fittizia (art. 556 c.c.) e, se fatte a un legittimario, si imputano alla sua quota salvo espressa dispensa (art. 564, c. 2, c.c.). Sul piano fiscale erodono la franchigia nelle donazioni successive (art. 57 TUS), ma non in successione: dal 1° gennaio 2025 il coacervo successorio è abrogato. È la sezione che più frequentemente modifica l’esito dell’analisi.
Imposte del piano
Imposta di successione o donazione dovuta da ciascun beneficiario, con la franchigia di categoria, e imposte ipotecaria e catastale sugli immobili. La base di calcolo è il valore fiscale, non il valore di mercato.
Azienda: test di controllo ed esenzione
L’art. 3, c. 4-ter, del TUS esenta dall’imposta i trasferimenti di azienda e partecipazioni a favore del coniuge e dei discendenti. Dopo il D.Lgs. 139/2024 le fattispecie sono tre e i requisiti sono diversi. Le domande che seguono riproducono il test applicato in concreto dall’Agenzia delle Entrate e dalla giurisprudenza di legittimità.
Con il trasferimento il beneficiario acquisisce o integra il controllo di diritto?
Maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria (art. 2359, c. 1, n. 1, c.c.). Rileva solo per le società di capitali e le holding: per le società di persone basta la titolarità della quota, per l’impresa individuale la prosecuzione dell’attività.
Il disponente si riserva l’usufrutto con il diritto di voto?
Anche il voto limitato a materie determinanti, come la distribuzione degli utili, esclude il controllo del beneficiario: Cassazione, ordinanza n. 6616 del 19 marzo 2026.
Lo statuto riserva al disponente prerogative che neutralizzano il beneficiario?
Nomina obbligatoria ad amministratore, veti su decisioni strategiche, maggioranze qualificate che il beneficiario non può raggiungere da solo. L’Agenzia delle Entrate (risposta n. 143 del 13 luglio 2026) qualifica questa situazione come controllo solo apparente, anche in presenza del 95% dei voti.
La dichiarazione di impegno quinquennale viene resa contestualmente all’atto?
Il D.Lgs. 139/2024 richiede che l’impegno sia reso nell’atto, non successivamente. La dichiarazione resa successivamente non è idonea a integrare il requisito.
Se la società non è italiana, è residente nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, o in un Paese con adeguato scambio di informazioni?
L’estensione ai trasferimenti di partecipazioni in società non residenti è una delle novità del D.Lgs. 139/2024.
Confronto tra gli strumenti
Il medesimo patrimonio e la medesima ripartizione, trasferiti con strumenti diversi. Il costo fiscale è spesso analogo: la differenza rilevante attiene al controllo, alla stabilità dell’attribuzione e alla tutela dei legittimari.
Sintesi
Report del piano
Documento stampabile riepilogativo: dati di partenza, verifica rispetto alle quote di riserva, esenzione dell’azienda, confronto fra gli strumenti e limiti dell’elaborazione.
Il link condivisibile contiene composizione familiare, valori e opzioni selezionate, ma non i nomi inseriti: chi lo apre visualizza “Figlio 1”, “Figlio 2”. Nessun dato transita da un server.
Una clausola statutaria, un impegno non reso contestualmente all’atto, una valutazione dell’azienda non difendibile: sono questi gli elementi che fanno venir meno l’esenzione o che aprono il contenzioso fra coeredi. Prima della stipula, un avvocato dello studio può verificare il piano.