Guida alla successione legittima: chi eredita e quali sono le quote

Avvocato Enrico Cecchin Aggiornato a Luglio 2026 15 min di lettura

La successione per causa di morte (mortis causa) nel diritto italiano è regolata da due fonti principali: la legge e il testamento. In questa guida completa alla successione legittima vedremo chi eredita in assenza di testamento, in che ordine e con quali quote, con esempi pratici e riferimenti al codice civile: un tema fondamentale del diritto successorio, che stabilisce come viene gestito un patrimonio quando il defunto non ha lasciato disposizioni.

È bene chiarire subito una distinzione che genera molta confusione: questa guida riguarda la successione legittima, cioè le regole che si applicano quando manca un testamento. Non va confusa con la quota di legittima (o successione necessaria), che riguarda invece i diritti dei legittimari (coniuge, figli e ascendenti) a ricevere una quota minima di eredità anche in presenza di un testamento che disponga diversamente. Qui ci occupiamo solo del primo scenario: cosa stabilisce la legge quando la volontà del defunto non è stata espressa.

In sintesi. Senza testamento, l’eredità si devolve per legge secondo un ordine preciso: coniuge, figli, ascendenti, fratelli e sorelle, altri parenti fino al 6° grado e, in mancanza, lo Stato. Le quote dipendono dalla composizione del nucleo familiare (es. coniuge e un figlio: metà ciascuno; coniuge e più figli: 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli). Al coniuge spettano sempre anche i diritti di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili. Sul piano fiscale, figli e coniuge pagano l’imposta di successione del 4% solo oltre 1 milione di euro di franchigia a testa: nella maggior parte dei casi non è dovuta alcuna imposta.

Cos’è la successione legittima e quando si applica

La successione legittima, nota anche come successione ab intestato (dal latino, “da chi non ha fatto testamento”), è una delle due vie previste dall’ordinamento per la devoluzione dell’eredità, distinta da quella testamentaria. Interviene per garantire la continuità dei rapporti giuridici patrimoniali del defunto quando manca, in tutto o in parte, un testamento valido, e trova il suo fondamento nel valore attribuito al vincolo familiare. Il legislatore ha infatti escluso il contratto come fonte di devoluzione ereditaria, sancendo il divieto dei patti successori.

Ha carattere suppletivo rispetto alla volontà testamentaria e si applica in diverse circostanze:

  • quando il defunto (de cuius) non ha disposto in alcun modo tramite testamento;
  • quando il testatore ha disposto solo di una parte del patrimonio: per la parte residua si apre la successione legittima in concorso con quella testamentaria;
  • quando le disposizioni testamentarie sono invalide o inefficaci, in tutto o in parte;
  • quando la volontà testamentaria non può operare per premorienza, incapacità, indegnità o rinuncia dell’erede designato.

Esempio di disposizione parziale

Marco, vedovo e con due figli, lascia un testamento in cui scrive: “Lascio la mia casa al mare al mio amico Paolo”. Il suo patrimonio comprende anche una casa in città e un conto corrente. Poiché il testamento dispone solo di un bene specifico (la casa al mare), per la casa in città e il denaro si aprirà la successione legittima, che li dividerà in parti uguali tra i due figli.

Ordine degli eredi e quote nella successione legittima

L’eredità si devolve per legge secondo l’ordine e le quote stabilite dall’articolo 565 del codice civile. Le categorie di successibili legittimi includono, nell’ordine: il coniuge, i discendenti (figli), gli ascendenti (genitori e nonni), i fratelli e le sorelle, gli altri parenti e, in ultima istanza, lo Stato. La successione dello Stato risponde all’interesse pubblico di evitare che i patrimoni restino vacanti e si verifica solo in mancanza di altri eredi.

Le quote dei figli

I figli sono tra le prime categorie di successibili. Dopo la riforma della filiazione (Legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013), tutti i figli hanno un unico stato giuridico ed ereditano in parti uguali, indipendentemente dal fatto che siano nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio o adottivi. Essi escludono dalla successione gli ascendenti e gli altri parenti, ma concorrono con il coniuge superstite. Una disciplina particolare riguarda i figli non riconoscibili, che hanno diritto a un assegno vitalizio di natura successoria (un legato obbligatorio ex lege).

La successione del coniuge superstite

Le quote del coniuge variano a seconda dei soggetti con cui concorre (artt. 581 e 582 c.c.):

  • concorso con un solo figlio: al coniuge spetta la metà dell’eredità;
  • concorso con due o più figli: al coniuge spetta un terzo dell’eredità, i restanti due terzi ai figli in parti uguali;
  • concorso con ascendenti e/o fratelli e sorelle (in assenza di figli): al coniuge spettano i due terzi dell’eredità.

Esempio 1: coniuge e un solo figlio

Il defunto, Tizio, lascia la moglie Anna e un solo figlio, Luca. Il patrimonio di 200.000 € si divide così: 100.000 € (metà) ad Anna e 100.000 € (metà) a Luca. Ad Anna spettano inoltre i diritti di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili.

Esempio 2: coniuge e più figli

Se Tizio lascia la moglie Anna e tre figli (Luca, Maria e Sofia), il patrimonio di 300.000 € è ripartito così: 100.000 € (un terzo) ad Anna; 200.000 € (due terzi) da dividere in parti uguali tra i tre figli, circa 66.667 € ciascuno.

Esempio 3: coniuge, ascendenti e fratelli

Se Tizio muore senza figli, lasciando la moglie Anna, la madre Carla e il fratello Roberto, il patrimonio di 180.000 € si divide così: 120.000 € (due terzi) ad Anna; 60.000 € (il restante terzo) da dividere tra la madre Carla e il fratello Roberto (agli ascendenti è comunque riservato almeno un quarto dell’intera eredità).

Il coniuge separato a cui non sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato conserva gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Se invece la separazione gli è stata addebitata, perde i diritti successori ma può avere diritto a un assegno vitalizio, qualora al momento della morte godesse degli alimenti a carico del defunto. Anche il coniuge putativo (di un matrimonio dichiarato invalido) può avere diritti successori se era in buona fede.

Ascendenti e fratelli/sorelle

Questi parenti ereditano solo se il defunto non lascia figli. I genitori succedono in parti uguali e concorrono con i fratelli e le sorelle del defunto (art. 571 c.c.) e con il coniuge (art. 582 c.c.). Il genitore decaduto dalla responsabilità genitoriale è indegno di succedere al figlio, salvo reintegrazione anteriore alla morte. I fratelli e le sorelle succedono in via esclusiva solo se mancano prole, genitori, altri ascendenti e coniuge: i fratelli unilaterali (un solo genitore in comune) ricevono una quota pari alla metà di quella dei fratelli germani (entrambi i genitori in comune).

Esempio: fratelli germani e unilaterali

Giulia muore senza figli, genitori o coniuge. Eredi sono il fratello germano Davide e la sorella unilaterale Elena. L’eredità di 90.000 € si divide assegnando a Davide una quota doppia rispetto a Elena: si divide per 3 (2 quote a Davide + 1 a Elena), quindi 30.000 € a Elena e 60.000 € a Davide.

Altri parenti e lo Stato

In assenza di coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle, la successione si estende agli altri parenti fino al sesto grado, con esclusione del più lontano da parte del più vicino. In mancanza di ogni altro successibile, l’eredità è devoluta allo Stato: l’acquisto avviene di diritto (ipso iure), senza necessità di accettazione e senza possibilità di rinuncia.

Schema delle quote della successione legittima

Ecco uno schema riepilogativo degli eredi e delle relative quote nella successione legittima.

Eredi e quote nella successione legittima (in assenza di testamento)
Chi sopravvive al defuntoCome si divide l’eredità
Solo il coniuge100% al coniuge
Coniuge e un figlio1/2 al coniuge, 1/2 al figlio
Coniuge e due o più figli1/3 al coniuge, 2/3 ai figli in parti uguali
Coniuge con ascendenti e/o fratelli (senza figli)2/3 al coniuge, 1/3 agli altri (agli ascendenti riservato almeno 1/4)
Solo un figlio100% al figlio
Solo più figli100% in parti uguali tra i figli
Solo i genitori (o entrambi)In parti uguali tra i genitori
Solo genitori con fratelli e sorelleIn parti uguali (ai genitori è riservata almeno la metà)
Solo fratelli e sorelle100% in parti uguali (i germani il doppio degli unilaterali)
Solo i nonni / ascendentiMetà alla linea paterna e metà a quella materna
Solo altri parenti (fino al 6° grado)Al parente di grado più vicino, che esclude gli altri
Nessun eredeAllo Stato

I diritti particolari del coniuge superstite

Al coniuge superstite, anche in concorso con altri eredi, spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni (art. 540, comma 2, c.c.). Questi diritti mirano a tutelare l’interesse all’abitazione più che finalità patrimoniali e si aggiungono alla quota di eredità.

Giurisprudenza. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 4847/2013) hanno chiarito un punto a lungo dibattuto: i diritti di abitazione e di uso spettano al coniuge superstite anche nella successione legittima, e non solo in quella necessaria. Il valore di tali diritti va detratto dall’asse prima di determinare le quote degli altri eredi.

Quanto si paga: imposte e franchigie della successione

Individuati gli eredi e le quote, resta l’aspetto fiscale. L’imposta di successione non colpisce l’intero patrimonio: si applica solo alla parte che supera una franchigia, e l’aliquota dipende dal grado di parentela con il defunto. Ogni erede ha la propria franchigia.

Imposta di successione — aliquote e franchigie per erede
Chi ereditaAliquotaFranchigia
Coniuge, unito civilmente e parenti in linea retta (figli, genitori)4%1.000.000 € per erede
Fratelli e sorelle6%100.000 € per erede
Altri parenti fino al 4° grado e affini fino al 3°6%Nessuna
Tutti gli altri soggetti8%Nessuna
Erede con disabilità grave (L. 104/1992)4% / 6% / 8% secondo il grado1.500.000 €

Un esempio: se un figlio eredita dal padre 900.000 €, essendo sotto la franchigia di un milione non paga imposta di successione; se eredita 1.200.000 €, il 4% si applica solo ai 200.000 € eccedenti (8.000 €). Ecco perché, nella pratica, gran parte delle successioni tra genitori e figli non sconta alcuna imposta di successione. Sugli immobili restano dovute le imposte ipotecaria e catastale (in genere 2% e 1% del valore catastale, o 200 € ciascuna in presenza dei requisiti “prima casa”).

Novità. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l’imposta si autoliquida: la calcola e versa direttamente l’erede in sede di dichiarazione di successione (riforma del D.Lgs. 139/2024), da presentare entro 12 mesi. Per orientarti sul dovuto puoi usare il nostro calcolatore delle imposte di successione.

Gli istituti giuridici che incidono sulla successione legittima

Diversi istituti possono modificare l’assetto della successione. Vediamone i principali.

Indegnità a succedere

L’indegnità è una sanzione civile che esclude dalla successione chi ha commesso atti particolarmente gravi contro il defunto o la sua libertà testamentaria. I casi sono tassativamente elencati dall’articolo 463 del codice civile (tra gli altri: omicidio tentato o consumato, calunnia, falsificazione o soppressione del testamento, induzione con dolo o violenza a modificare le disposizioni). L’indegnità non opera automaticamente: deve essere dichiarata con sentenza del tribunale. Il defunto può comunque riabilitare l’indegno con atto pubblico o testamento.

Rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità è l’atto formale con cui il chiamato manifesta la volontà di non accettare. La dichiarazione è ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale e inserita nel registro delle successioni. La quota del rinunciante si devolve agli altri soggetti che avrebbero concorso con lui, con conseguente riassetto della comunione ereditaria. I creditori del rinunciante possono farsi autorizzare ad accettare in suo nome se la rinuncia li pregiudica.

Rappresentazione

La rappresentazione è un istituto di surrogazione legale con cui i discendenti subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente che non può o non vuole accettare l’eredità. Applicabile sia alla successione legittima che a quella testamentaria, assicura che il patrimonio resti nella stessa linea familiare.

Esempio di rappresentazione

Il signor Rossi muore lasciando un patrimonio da dividere tra i due figli, Paolo e Franco. Paolo è però premorto, lasciando due figli, Marta e Simone. Grazie alla rappresentazione, la quota che sarebbe spettata a Paolo (50.000 € su 100.000 €) non va interamente a Franco, ma è divisa tra i suoi figli: 50.000 € a Franco, 25.000 € ciascuno a Marta e Simone, che subentrano nel luogo e nel grado del padre.

Accettazione con beneficio d’inventario

L’accettazione con beneficio d’inventario permette all’erede di tenere separato il proprio patrimonio da quello del defunto, limitando la responsabilità per i debiti ereditari al valore dei beni ricevuti (intra vires). È obbligatoria per le persone giuridiche, gli enti non riconosciuti, i minori, gli interdetti e gli inabilitati (anche per chi è sotto amministrazione di sostegno). Richiede una dichiarazione formale e la redazione dell’inventario.

Domande frequenti (F.A.Q.)

Cos’è la successione legittima e quando si applica?
È il meccanismo con cui la legge italiana suddivide il patrimonio di una persona deceduta che non ha lasciato testamento. Si applica anche quando il testamento è nullo, inefficace o dispone solo di una parte dei beni. In questi casi la legge distribuisce il patrimonio ai familiari secondo un ordine di priorità ben definito.
Chi sono gli eredi nella successione legittima?
La legge stabilisce una gerarchia: coniuge; figli (discendenti); genitori e altri ascendenti; fratelli e sorelle; altri parenti fino al sesto grado; in mancanza di tutti i precedenti, l’eredità va allo Stato.
Come vengono divise le quote tra coniuge e figli?
Coniuge e un figlio: metà ciascuno. Coniuge e due o più figli: al coniuge un terzo dell’eredità, ai figli i restanti due terzi in parti uguali. In entrambi i casi al coniuge spettano anche i diritti di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili.
Cosa eredita il coniuge se non ci sono figli?
In assenza di figli, se concorre con ascendenti (genitori o nonni) e/o fratelli e sorelle, al coniuge spettano i due terzi dell’eredità (agli ascendenti è riservato almeno un quarto). Se non vi è alcun altro avente diritto, il coniuge eredita l’intero patrimonio.
Il coniuge ha diritti particolari sull’eredità?
Sì. Oltre alla quota, al coniuge superstite spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, se di proprietà del defunto o comuni (art. 540 c.c.). Le Sezioni Unite (sent. 4847/2013) hanno confermato che tali diritti spettano anche nella successione legittima.
I figli nati fuori dal matrimonio ereditano come gli altri?
Sì. Dopo la riforma della filiazione (Legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013) tutti i figli hanno il medesimo stato giuridico ed ereditano in parti uguali, siano essi nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio o adottivi.
Quali imposte si pagano sulla successione legittima?
L’imposta dipende dal grado di parentela: coniuge e figli pagano il 4% solo sulla parte che supera 1.000.000 € di franchigia a testa; fratelli e sorelle il 6% oltre 100.000 €. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l’imposta si autoliquida (D.Lgs. 139/2024). Sugli immobili si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale. Nella maggior parte delle successioni tra genitori e figli non è dovuta alcuna imposta di successione.

Avvertenza: il presente contributo ha finalità informativa e non costituisce parere o consulenza legale. La ripartizione delle quote dipende dalla concreta composizione del nucleo familiare e da eventuali istituti particolari: per una valutazione personalizzata è necessaria un’analisi professionale individuale.

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L’autore

Avvocato Enrico Cecchin

Avvocato a Cittadella (PD), titolare dello Studio Legale Castello, si occupa di successioni ed eredità, diritto immobiliare e protezione del patrimonio e della persona, con consulenza in studio e online in tutta Italia.

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